a che età si stabilizza la calvizia

A che età si stabilizza la calvizie? Fattori genetici e segnali da riconoscere

Che la calvizie sia una problematica piuttosto diffusa soprattutto tra gli uomini è risaputo.

Si tratta di una vera e propria patologia, nota come alopecia androgenetica, che risulta associata a fattori soprattutto ormonali, genetici e ambientali e che tende a manifestarsi in più forme.

Non tutte però sono destinate a evolversi in maniera “definitiva”: spesso si inizia con la calvizie giovanile, una condizione che poi tende a stabilizzarsi nel tempo. Vediamo quando e in che modo.

A che età inizia e si stabilizza la calvizie

La perdita di capelli è un fenomeno tanto variabile quanto scarsamente dovuto al caso: ogni persona è diversa, motivo per cui fare una casistica è alquanto complicato.

L’età in cui iniziano solitamente a manifestarsi i primi sintomi è quella giovanile; proprio per questo si parla di calvizie giovanile.

Pertanto, l’inizio della calvizie nell’uomo è in genere tra i 20 e i 30 anni: questa l’età in cui avvengono le prime stempiature.

Il progredire anche, in questo caso, è diverso da soggetto a soggetto, a seconda di vari fattori di natura genetica (e non solo).

Le tempistiche sono differenti nella donna, dove in genere l’incidenza in età giovanile è scarsa. Le prime perdite di capelli avvengono dopo la menopausa, e dunque con prodromi a partire dai 40-45 anni.

È inoltre maggiore l’incidenza di manifestazioni transitorie e in quanto tali passeggere, legate a patologie, carenze nutrizionali oppure stress.

Stabilizzazione: un processo individuale

La stabilizzazione della calvizie nei soggetti di sesso maschile avviene, generalmente, intorno ai 45-50 anni. Questo sempre in linea generale, dal momento che si tratta di un processo diverso da persona a persona, come non ci stancheremo mai di ripetere.

Il processo è comunque graduale: le prime zone interessate sono le cosiddette “stempiature”; nella stabilizzazione, invece, il fenomeno si estende alla zona apicale, ovvero quella tra fronte e nuca.

Nelle donne la zona frontale è poco coinvolta. Si assiste più a uno sfoltimento nella parte centrale; la stabilizzazione del fenomeno avviene più raramente.

Fattori che influenzano la progressione della calvizie

Da chi si eredita la calvizie? Esiste un gene della calvizie? Sfatiamo un mito, un luogo comune che è risultato tale per molti anni ma che non si è rivelato veritiero: la calvizie non viene trasmessa da parte della madre né sarebbe legata al cromosoma X.

Gli studi più recenti parlano di eredità poligenica, ovvero dell’incidenza più che di un singolo gene della calvizia, di più geni. Essi possono trovarsi sia sul cromosoma X, sia sui cromosomi non correlati al sesso dell’individuo - detti autosomici.

Si può dunque ereditare la calvizie dal padre così come dalla madre: non c’è una casistica univoca. Ogni individuo è unico, proprio come la sua storia, genetica e non.

Oltre a tale fattore, a incidere sulla calvizie sono soprattutto gli elementi di natura ormonale - che ne spiegano la maggiore incidenza nei soggetti di sesso maschile in età giovanile - e ambientale. Lo stress può svolgere, in relazione agli altri aspetti, un ruolo determinante nell’evoluzione e nella sintomatologia.

Quando è considerata “precoce”

La calvizie giovanile viene di per sé definita precoce. Questa denominazione vale specialmente per le forme che sopraggiungono prima dei vent’anni, durante l’adolescenza.

In questa fase della vita ai fattori genetici si sommano quelli ormonali, complice un’elevata produzione di DHT e testosterone che favorisce il manifestarsi della calvizie.

L’impatto psicologico sui giovani uomini

Non sempre - ed è applicabile a tutte le forme di calvizie - il trapianto di capelli è la misura ottimale, anche in virtù del fatto che si tratta di un intervento chirurgico.

Tra i rimedi più efficaci troviamo una polvere volumizzante professionale per capelli diradati, in grado di assicurare un effetto immediato, risultando una risposta efficace all’impatto psicologico correlato alla calvizie, fin dalle sue prime manifestazioni.

Un discorso che concerne specialmente la calvizie giovanile, che può influire negativamente sull’autostima così come sulla dimensione relazionale della persona, particolarmente rilevante in questa fase della vita.

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